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TOUR CORSICA
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> Partecipanti: Alberto, Roberto (*), Fabian
(*)
(*) Non sono cugini dei viaggiatori
> Data di partenza: 02/08/05 --- 11/08/05
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Velocità media |
15
Km/h |
Velocità massima |
75
Km/h |
Tempo sul sellino |
44
:10:00 |
Distanza percorsa |
641,00
Km |
> Arrivo a Bastia alle 16.30 del 11/08/05
> La storia minuto per minuto:
La cosa più difficile non è stata il giro
in sé, ma trovare tra gli amici chi avesse le “palle”
di intraprendere un giro così lungo!! Abbandonato da tutti anche
dai cuginetti, uno che “riteneva il concerto di Bono (degli U2)
era più importante, e gli altri erano già impegnati per
il loro GR20, per fortuna ho trovato la mia “cavia” (il per
tenerlo in anonimato lo chiameremo Roberto Balconi) il quale non mi ha
fatto saltare il giro, e per questo lo ringrazio!!!
Come sempre l’organizzazione è stata posta prima di tutto,
l’aver programmato tutto in anticipo ci ha permesso di arrivare
a Bastia senza problemi, le tappe non sono quasi mai state programmate
non sapendo mai cosa aspettava. Una dimostrazione di cosa dovevamo fronteggiare
per l’intero giro si è presentato già il primo tratto
di strada (dopo aver attraccato in porto) subito in salita, si trattava
di dover tagliare il “dito” dell’isola per una tratto
di 18km di cui 10 in salita fino ad una altitudine di 536m centimetro
più centimetro meno.
Il
mancato allenamento si è fatto sentire subito, ma la ascesa l’abbiamo
presa con filosofia e una decina di soste!! Tanto che al passo erano già
le sedici, non ci rimaneva che scendere e beccare il primo campeggio.
Prima ed unica città con l’unico campeggio era St. Florent.
Il secondo giorno l’obbiettivo era raggiungere Calvì quindi
una bellezza di 70km, ma con ancora l’incombenza di dover smontare
la tenda, far colazione, lavarsi, caricare le bici, pagare e questo per
tutti i giorni, non riuscendo mai a partire prima delle 9,50. forse è
per questa lentezza che un certo Fabian Oehen (per facilitare le cose
sarà soprannominato lo Svizzero dato la sua provenienza!!) ci ha
raggiunti poco dopo intorno a mezzogiorno a Magnetta in una tappa ad un
baracchino della frutta e verdura,(anche perché specifico che era
arrivato il giorno stesso alle sette di mattina sempre a Bastia) sempre
molto presenti lungo tutto l’itinerario chiaramente con prezzi esorbitanti!
La
continuazione assieme è durata assai poco dato la diversità
di allenamento un rapporto 0 / 100 e perché tutto il litorale nord
affacciato sul mare fino a Calvì era costantemente battuto dal
vento contrario e le salite di certo non mancavano (sommando le due cose
si ottiene un bel mix di soste occultate dalla scusa di far foto e rapporti
bassissimi pur di andar avanti) come ad esempio un passo di 420m, chiaramente
splendido come tutte le altre “cime” perché si poteva
goder di un paesaggio mozzafiato. La tappa “pranzo” è
avvenuta a Ille Rousse con il primo bagno!! Al momento della ripartenza,
la noia e la stanchezza ci tenevano già compagnia, ma si doveva
andare avanti e chilometro dopo chilometro siamo giunti a destinazione;
non ci restava che cercare un campeggio tra i molteplici che costeggiavano
la strada prima della città, secondo montare la tenda, terzo doccia,
quarto cena, e quinto nanna, non dando mai peso ai sassi sotto il materassino
dato la stanchezza, era più la scottatura, dei primi giorni fatti
a petto nudo, che ci costringeva a dormire a pancia in giù.
Il terzo giorno dopo una piccola visitina alla città giusto giusto
da attraversarla in bici e poi… appena fuori il paese ci rincontriamo
lo svizzero (che ci supera, chiaramente, comunque decidemmo di proseguire
assieme). Dopo Calvì la strada che ci attendeva era molto stretta
(comunque le macchine dato il ridotto numero non erano un problema) il
paesaggio comunque era da sfondo desktop. Per la sosta pasto dato che
prima di Porto la strada passa all’interno e non ci sono proprio
paresi, non ci restava che fare una deviazione di pochi chilometri per
raggiungere Galèria e dato che il paesello era sul lungo mare non
ci siamo fatti mancare anche un bagno il secondo!! Il pranzo è
stato più capiente e “salato” (costoso) che buono ma
bisognava aspettarselo che una pasta con carne o sei in Italia o prendi
altro!
Quando ormai era ora di rimettersi sul sellino si mostravano proprio le
ore più calde, e senza un filo di vento il sole si faceva sentire
tutto, e nel secondo tratto ci attendeva la salita del giorno. 403m di
pura fatica. Unica possibilità di campeggio era Porto e purtroppo
mancavano tanti chilometri e un imprevisto tratto di strada sterrata.
Unica risposta che continuavamo a darci “ma perché hanno
dovuto iniziare i lavori di allargamento della carreggiata proprio in
questo periodo!
Tratto che poi eran ben 20 km i quali dovevano essere in discesa ma bisognava
fare slalom tra buche enormi e sassi grandi come pesche “per stare
in stagione” e in contemporanea limitare il respiro per evitare
di inspirare la terra alzata dalle macchine tutto questo continuando a
frenare per evitare di bucare o rompere un cerchione. Forse per questo
(e le molteplici soste in salita) che alle sette non eravamo ancora arrivati
svizzero escluso (credo con sicurezza che per quell’ora sarebbe
dovuto arrivare), un ritardo fortunoso dato i splendidi effetti di luce
che si creano verso le otto sugli scogli!!! Al camping per fortuna ci
hanno accettati anche se al limite, e come al solito tutti i passaggi
per quando si arriva al campeggio con l’aggiunta di una piccola
visita al paese, piccola perché per chi lo ha già visto
sono tre vie in croce.
Purtroppo anche il quarto giorno la strada non scherzava, ci attendeva
un pendio di 433m e altri due minori, l’elvetico in un primo momento
era deciso a fermarsi quindi il trio si era di nuovo diviso per ritrovarsi
a Bastia. Il giorno si è concluso in un campeggio ad una ventina
di chilometri prima di Ajaccio con 50 Km giornalieri.

Il giorno seguente bisognava recuperare i pochi chilometri
fatti il giorno prima comunque facendo i conti con le salite che non sono
mai mancate (ma come dice un famoso saggio giapponese “dietro ogni
salita si nasconde una magnifica discesa”. Ed ha ragione!!), anche
se meno accentuate. Il giorno si è concluso prima di Propriano
con una somma totale di 95 km. Chiaramente stanchi e provati dalle salite
l’unico conforto era che mancavano “solo” un’ottantina
di km prima di Bonifacio!
Il sesto giorno ci siamo svegliati con la convinzione di dover arrivare
a Bonifacio anche a qualsiasi ora. Al mattino come al solito subito salita
come riscaldamento!! Soprattutto per arrivare a Sartene. Agli ultimi chilometri
quando iniziavano a presentarsi i lunghi rettilinei della pianura riecco
puntale il vento che smorzava l’andatura. Ma ecco la deviazione!
poi la città con il suo castello simbolico!!
Ma la cosa primaria prima di rilassarsi, era sempre trovare un cavolo
di campeggio!! Questa volta con la fortuna di trovarlo attaccato vicino
al paese, altrettanta di trovare un posto tenda e ancor di più
di ritrovarsi con Fabian, nel campeggio (senza volerlo) che era giunto
poco dopo noi con 150 km alle spalle (qualcuno dirà un pazzo, un
altro è un grande, io dico taxi)!! La serata e le ventiquattrore
seguenti era fissate al puro svago e guai toccare o nominare le bici.
Tappa assai splendida coronata con pranzo e cena al ristorante bagno al
mare sotto il faro e visita al castello, una giornata così anche
se perfetta deve pur finire.
Non ci rimaneva quindi che rimontare sulle bici il giorno seguente. Per
vivacizzare il ritorno ci siamo posti di compiere i 180km che ci dividevano
da Bastia in due giorni. Il primo giorno (ormai si parla del ritorno)
i primi 110 km si sono conclusi ad Aleria intorno alle 16.00 con una sosta
ad un ristorante di Solenzara, per un bel piatto di carboidrati sotto
forma di pasta.
L’ultimo campeggio è stato pressoché
divertente dato l’attrazione turistica con campi da bichvolley ed
altro. (Voglio sottolineare le due ore perse al flipper; a Fabian per
colpa di quella misera monetina). Pure l’ultima sera era andata
e rimanevano solo i 70 km fattibili nel pomeriggio seguente e impegnare
così il mattino nello smontare la tenda con estrema tranquillità
e goderci il camping anche se la giornata era pessima. Verso l’una
e trenta non ci rimaneva che fare l’ultima pedalata in territorio
francese. Saranno stati forse i chilometri più faticosi e noiosi
per il tempo nuvoloso, il traffico sostenuto, il paesaggio monotono e
la voglia di arrivare che ha trasformato l’ultime quattro ore in
un incubo, guardando solo la riga tratteggiata del bordo strada e ricordare
i primi giorni di quel blu intenso del mediterraneo mischiato all’azzurro
del celo combinato al verde e alla roccia dell’isola, e al profumo
della Corsica!! Invece gli ultimi 10 km e maggiormente in città
sembrava di essere a Milano. Ma per fortuna il porto… e… la
nave!!

Ps: un mio consiglio se volete intraprendere questa gita?!
FATELO IN MOTO!! Abbiamo incontrato varie persone che invidiavano il nostro
spirito di avventura, ma erano o in macchina o appunto in moto!! Gli abbiamo
proposto di far cambio ma....
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