RIFUGIO ZAMBONI (MACUGNAGA)
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> Partecipanti: Alberto, Matteo
Lo
scopo era di spassarsela il più possibile senza genitori, collegare
i pc in rete e pazzeggiare!!
Ma il giorno che ci è capitato non si poteva
lasciarselo scappare davanti “agli schermi”: un cielo senza
nuvole è assai raro per la vall’Anzasca e maggiormente per
tutto il giorno!!
Quindi zaino in spalla preparato all’ultimo, con
panini e cannocchiale, la meta… era come al solito il rifugio Zamboni.
Preso al volo il pullman Comazzi (eravamo solo noi, dato il giorno infrasettimanale
di settembre), purtroppo era quello delle 11.00, quando potevamo alzarci
prima sfruttare tutta la giornata e magari puntare ad un’altra meta
come il Moro (per chi non lo sa sono 5 ore di salita fino hai 2700m per
un escursione di 2100m!!! l’importante comunque è divertirsi.
Per tutta la camminata avremmo incontrato si e no due persone e qualcuna
sulla seggiovia, ma in tutto si potevano contare sulle dita di una mano.
Si era creata una situazione inimmaginabile e ora come ora indescrivibile
(e per questo vi lasciamo in visione le foto) un silenzio pazzesco! Si
sentivano solo i rumori e i profumi del territorio, molto poetico!! Anche
se non c’era allenamento nelle gambe la fatica non si è fatta
nemmeno sentire e il panorama ti distraeva completamente: ed eccoci arrivati!!
Che
dire: tutto perfetto se non fossero arrivati un gruppetto di tori e ripeto
TORI “montanari” che si sono avvicinati dove stavamo pranzando,
attratti dal cibo anche perché eravamo gli unici!! Per fortuna
erano mansueti ma molto invadenti, annusavano tutto e per di più
leccavano!! Ma la cosa più schifosa con tutta l’acqua freschissima
che c’era un cavolo di toro si è messo a “bere”
la pipì di un suo compare!!!
La seconda tappa era andare a vedere (purtroppo non abbiamo
visto niente) il famoso lago effimero che nel 2002 ha messo in allerta
tutta la valle ricorrendo anche all’esercito proveniente da Roma!!!
La strada del ritorno è stata leggermente modificata trasformandola
in una terza tappa che segna brutti ricordi: "la Rausa"!!
Solo di passaggio, perché sarebbe stato l’ideale
andare anche al “Pizzo Nero”, ma l’orario del pullman
non ce lo consentiva. La discesa è stata come al solito rapida,
ci si impiega di solito 1/3 del tempo impiegato in salita e in un oretta
eravamo già in paese (Macugnaga)…ma il pullman?? E qui casca
l’asino: l’orario indicato delle 17.30 riguardava i giorni
festivi....
Unica
soluzione era l’autostop oppure farsi a piedi i 15km che ci separavano
da casa!! Quindi ci siamo incamminati facendo contemporaneamente autostop:
per i primi chilometri ogni tentativo era vano, quando ogni speranza si
stava esaurendo e si cercava di trovare qualcosa di positivo nella prospettiva
di arrivare a Vanzone a piedi (per un tempo di circa 3 ore buone) si è
fermato un conoscente che di sicuro avrebbe tirato dritto se non ci avesse
riconosciuto. La sera si era programmato la passeggiata per il giorno
seguente ma chiaramente quando si programma qualcosa il tempo fa il resto:
un bel temporale guastafeste!
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