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GR20: trekking in Corsica
> Abbiamo preparato il "Manuale GR20", ovvero tutto ma proprio tutto quello che bisogna sapere per affrontare con successo questa mitica randonnee. > Partecipanti: Marco, Matteo, Silvia > Data di partenza e arrivo: 04/08/05 - 12/08/05 Non abbiamo avuto problemi nel trovare il sentiero giusto, il percorso del GR 20 č segnalato perfettamente. Fate solo attenzione che gli orari di percorrenza segnalati ai rifugi e sulle guide sono molto difficili da rispettare, che abbiano preso come tempista un Mouflon (a Muvra in corso, un muflone in italiano!!)? 1° GIORNO
Ma dopo pranzo, girato l'angolo della Bocca, ecco che inizia il vero GR20: una facile ma lunga passeggiata sulla pietraia come assaggio di quello che ci sarà nei prossimi giorni. Arriviamo al refuge d'Orto di u Piobbu alle 19.00, abbastanza stanchi, ma felici! Ed ecco che ci prepariamo per il nostro primo bivacco. Essendo arrivati penultimi, la scelta della piazzola si aggira vicino all'inceneritore della spazzatura, oppure, isolata da tutti, in mezzo al prato dietro l' "eliporto". Optato per quest'ultima, ci accingiamo a montare la nostra "casetta". Sfortuna vuole che il paletto in fibra di carbonio della tenda si rompe in due...momento di panico...ma senza alcun problema (si fa per dire!) aggiustato usando nastro adesivo e un picchetto in ferro come stecca!! Finalmente la doccia, fredda ma ancora accettabile, per poi cenare freschi e puliti dopo la faticosa giornata di trekking. Senza mai esserci ritagliati un momento di relax, stendiamo i sacchi a pelo per dormire. Buonanotte. Ah, ancora una cosa, visto che non eravamo poi così tanto stanchi, ci siamo rialzati per ammirare il cielo stellato e la Via Lattea, un vero spettacolo spettacolare! 2° GIORNO
Tappa molto spettacolare per il suo paesaggio: si svolge per la maggior parte sulle creste, fra Bocca di Pisciaghja e Bocca di L'Innominata.
Meteo: sole, nuvole al pomeriggio.
3° GIORNO
E' una tappa fantastica: tutta la mattinata passata in un canyon a risalire il fiume, per poi arrivare al Lac de la Muvrella e proseguire fino a 2010, dove si può ammirare il Monte Cintu, la vetta più alta della Corsica (2706 m). Tra pietraie e ripide discese si arriva poi al rifugio d'Ascu Stagnu, la stazione sciistica di Haut-Asco. Dopo tre giorni di GR 20, che vi sembreranno trenta, potrete ammirare la vostra malridotta persona negli specchi dei bagni del rifugio. Una caratteristica che ricordiamo con piacere è l'estrema cortesia e ospitalità della Madame del rifugio. Arrivando presto abbiamo potuto montare la tenda, fare la doccia e cenare con calma e con il sole ancora alto. Meteo: sole, nuvole verso sera. 4° GIORNO
Il primo tratto è una rilassante camminata fra un boschetto, un prato e una pietraia, attraversando due laghetti prosciugati. Dopodiché ci si arrampica su una sassaia, per arrivare sulla piccola cresta dove ci si ferma a rifornirsi di calorie e per vestirsi a causa del freddo, per affrontare il passaggio del Circle.
La pausa pranzo è durata 10 minuti a metà discesa, per mangiare le patatine e un pacchetto di biscotti. Prima d'affrontare la salita, siamo stati raggiunti dalla, come la chiamavamo noi, Coppia Padovana, o Padova City, per gli amici Ferdinando e Roberta: i primi italiani trovati sul percorso. Valicato il Circle, ci si ritrova improvvisamente davanti a un paesaggio completamente diverso: un insieme di montagne dolci e verdeggianti (sarà questo il motivo della bellezza della tappa? Sapere che esiste ancora la flora e la fauna...), che contrastano molto con quelle ripide e severe appena percorse del GR 20, da cui arrivano nuvole galoppanti... Ma la giornata non è finita: ci aspettano ancora le 2 ore e mezza di discesa sulla pietraia che porta al Refuge de Tighiettu: la "mazzata" finale per le povere gambe. Meteo: vento al mattino, sole, nuvole alla sera. 5° GIORNO
Questa scelta è stata fatta per avere un po' più di tempo una volta arrivati a Ciottulu à i Mori per rilassarci. Percorso del Gr 20, se paragonato agli altri, di modesto interesse. Unica attrazione turistica è stato lo scorcio sul lago di Calacuccia, il più grande della Corsica. Fate attenzione a non farvi mordere dal custode del rifugio...un Corso puro e duro. Momento emozionante della giornata è stato l'arrivo dell'elicottero, che per poco non ci atterrava sulla tenda! Se avessimo seguito i nostri programmi, avremmo dovuto coricarci in tenda verso le 19.00, ma durante la cena abbiamo incontrato una donna spagnola, che per fortuna parlava molto bene l'italiano. Dopo pochi minuti si sono aggregati anche i padovani, e dopo ben cinque giorni, abbiamo potuto discorrere del più e del meno. Un incontro molto piacevole, peccato non aver preso recapiti. Alla fine ci siamo addormentati sul tardi a causa delle Publics Relations! Meteo: sole, nuvole, poca pioggia al pomeriggio. 6° GIORNO
Uno spettacolo mai visto per l'assenza di luci artificiali nel raggio di intere vallate, sommate ai 2000 metri di quota. Dopo la notte passata "imbacuccati" nei nostri sacchi a pelo a mummia vestiti, ci siamo svegliati ai 12°C in tenda, e 3° fuori... forse è per questo che qui si ferma ben 1/3 dei randonneurs del GR20? Ma noi dobbiamo fare tutto il percorso senza barare, anche se ci aspetta una sfacchinata al freddo! Beh, almeno ci sarà il sole... Dopo una calda colazione consumata chiusi in tenda (che ci ha provocato un po' di sonnolenza a causa della mancanza di ossigeno...), siamo partiti alla volta di quelle montagne azzurrognole laggiù in lontananza.
Proseguendo la camminata, arriviamo al Col de Vergio, dove durante la sosta per il pranzo (un'ora!!!) veniamo raggiunti dalla coppia di Padova; rifocillati, tutti insieme proseguiamo verso la meta. I successivi passaggi avvengono attraverso una suggestiva pineta, forse l'unica del GR 20 :-), per poi risalire nuovamente sulle creste. Verso le 16.30 arriviamo al Lac de Nino, dove Ferdinando trova il coraggio di tuffarsi, nonostante i 1743 metri di altitudine!
Arriviamo al refuge de Manganu alle 20.30, sotto lo sguardo stupito di tutti. Piazzata la tenda, fatta la doccia, finalmente arriva un po' di fortuna: il guardiano, su nostra richiesta, ci fa entrare per cenare. Così usufruiamo di una vera e propria cucina, piatti e posate comprese. Nonostante l'ora tarda, riusciamo ad organizzare l'ultima cena con Ferdinando e Roberta...non poteva di certo mancare una bottiglia di vino, prontamente recuperata da Padova City! E così, parlando un po', si fanno le undici di sera. Non ci resta che una bella impomatata con creme e antidolorifici, per poi coricarsi sul materassino. Meteo: sole, nuvole al pomeriggio.
7° GIORNO
Dopo la colazione proviamo a salire verso il Cirque de Capitellu, ma dopo mezz'ora di salita, ci rendiamo conto che continuare il trekking sarebbe un'imprudenza. E così a causa di un maledetto ginocchio la spedizione dei Perazzo per i monti della Corsica seguendo il GR 20 si deve interrompere. Con dispiacere, ma molto contenti per aver comunque passato senza problemi tecnici la parte più dura di un percorso conosciuto come il più difficile d'Europa, facciamo marcia indietro, passiamo per il rifugio, per poi far rotta verso Soccia, Vico, Porto, Calvì. Meteo: sole e nuvole, poca pioggia
In alcuni tratti riusciamo anche a fare autostop, in altri dobbiamo pagare il biglietto del bus, per poi arrivare a Porto ed essere prelevati dai genitori motorizzati!! Arrivati al mare, non ci resta che fare bagni, e bagni, soltanto bagni....e così di seguito per i restanti quattro giorni!!
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