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PASSO DEL TURLO
> Partecipanti: Marco, Alberto > In data: 24 settembre 2005
Un tocco di storia: Il Passo del Turlo è uno dei valichi più vecchi della valle: fu usato fin dal 1500 dai mercanti aostani e valsesiani per raggiungere la fiera di Macugnaga, che si tiene tuttora dal 15 al 31 agosto; successivamente sorsero delle liti con Vogogna, la piccola capitale dell'Ossola inferiore, che volle per sè la prerogativa della fiera.
Questo Passo è inoltre famoso per il suo passato bellico: nei primi decenni del 1600, il valico fu trincerato con alberi e sassi per impedire una possibile invasione francese durante l'intricata guerra con la Spagna. Successivamente, gli alpini del Battaglione Intra, negli anni '20 trasformarono, per un lungo itinerario, un sentiero di montagna in una strada selciata (mulattiera) per far passare sia animali da trasporto, sia armi belliche (ad esempio cannoni): arrivati in cima si può notare la lapide posta in memoria di questi soldati. Per chi come noi ha intenzione di fare andata e ritorno da Macugnaga, deve calcolare 9 ore di cammino abbondanti: la salita non richiede un grande allenamento o elevate qualità alpinistiche dato che è percorribile da tutti, è necessaria solo molta costanza e coraggio (?!?), dato che si tratta di attraversare tutta la vallata; la discesa è molto stressante, ma se si prende con tranquillità è fattibile. Il paesaggio, durante gli ultimi chilometri risulta molto duro/aspro, in quanto si cammina attraverso un'enorme conca di roccia nuda senza incontrare piante o altra vegetazione (per la cronaca la conca fa sempre parte della conca del "Rosa"). Il clima, soprattutto se già dalla mattina non risulta splendido, è molto probabile che in alta quota sia soggetto a improvvise variazioni, e bisogna stare attenti che al Passo ci si può trovare immersi nella nebbia in pochi attimi. Inevitabile dire che a 2700 faccia freddo, quindi è sempre consigliabile vestirsi pesanti e portarsi dietro un paio di guanti. Chi riesce a raggiungere la cima, ha la possibilità di fermarsi e mangiare ai due tavoli con panche di pietra messi a disposizione dei camminatori. Inoltre, sopra la madonnina troverete una cassetta in alluminio con dentro il diario delle firme di chi ci è passato (una firma che certifica il vostro passaggio); chiaramente per metterla si richiede un ultimo sforzo, dato che per raggiungere il quaderno bisogna arrampicarsi per qualche metro. Purtroppo noi non siamo riusciti a sostare lì per molto (a causa del freddo), e neanche ad osservare il paesaggio per colpa del repentino cambiamento climatico, e con l’arrivo della nebbia dal versante opposto siamo scesi subito. Anche se in discesa tecnicamente si va più veloci che in salita, ci abbiamo impiegato circa 4 ore e siamo arrivati alla macchina con le gambe distrutte. Comunque, per chi non fosse in grado di raggiungere la cima, il percorso consente di fermasi in infiniti prati dove è possibile mangiare o riposarsi prendendo il sole sulle sponde del fiume o al Lago delle Fate, che si raggiunge dopo due ore di camminata su strada sterrata (passano anche auto) e percorribile anche in bici. |