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VAL FORMAZZA
Escursione con ciaspole e capodanno in rifugio

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> Partecipanti: Alberto, Marco, Marta, Matteo, Silvia, Roberta e Sergio (*), Fabio Cardani (*), Mariano Virga (*), Luca Lungo Vaschetto (*), Elena Codazzi (*), Alessandro Bersano (*), Emanuela Piano (*), Sabina Cerrato (*), Marco Dassano (*), Piera Volpe (*), Nadia Risso (*), Luisa e Silvio Lungo Vaschetto (*),
(*) Non sono cugini dei viaggiatori, ma amici del CAI di Asti

> Data di partenza e di arrivo: 30 dicembre 2006 --- 1 gennaio 2007

Il merito di questo accantonamento invernale del Cai di Asti va ad Elena Codazzi e agli accompagnatori Alessandro Bersano e Mariano Virga.


Il capodanno 2006 avevamo deciso di passarlo in montagna, di sicuro i viaggicugini non possono certo rimanere chiusi in casa, no? C’era da scegliere il posto, e il CAI di Asti se ne uscì con una proposta mica male: dal 30 dicembre al primo gennaio presso il rifugio Maria Luisa (2160 metri) in Val Formazza.

Tre giorni conditi da camminate con le racchette da neve, comunemente chiamate ciaspole.
Ecco, sarà perchè nessuno di noi aveva mai provato le ciaspole, che l’idea ci stuzzicò, cosicché aderimmo subito…ai cugini Alberto, Matteo, Marco, Marta, Silvia + gli zii Sergio e Roberta si aggiunse il mitico Fabio, già compagno di viaggio sull’Altavia delle Leggende…evidentemente non gli era bastata la lezione di non accettare le proposte di viaggio di questi pazzi :P

PRIMO GIORNO

capodanno rifugio maria luisa sotto la neve val formazzaIl 30 dicembre, alle 10:30 di mattina eravamo già tutti con le ciaspole ai piedi, compresi tutti i ragazzi del CAI di Asti…si parte!

Dopo l'arrivo della motoslitta che ci ha gentilmente portato al rifugio parte dei nostri bagagli e un partecipante infortunato (ce n'è sempre qualcuno durante le nostre uscite...), ci mettiamo in cammino.

Dopo pochi passi sulla neve battuta della comoda (fin troppo…) mulattiera che porta al rifugio Maria Luisa ecco che, seguiti da qualche ragazzo del CAI, pensammo bene di prendere la “direttissima”, ovvero tagliare su per la montagna, tanto la neve era buona…inoltre bisognava pure sperimentare le ciaspole nuove!

Dopo qualche ruzzolone di rito, riuscimmo ad arrivare al rifugio, quota 2160. Nel pomeriggio si segnalano dei tentativi di ciasposciate (ovvero usare le ciaspole come sci) giù dai pendii nei paraggi del rifugio: molto divertente!

Verso le 17:30, l’imbrunire ci costrinse a ritirarci al “caldo” (non proprio caldissimo) del rifugio e prepararci per l’ultima fatica della giornata: la cena! Ovviamente si scherza, tutta la tavolata accolse con entusiasmo il buon cibo preparato dal cuoco Giovanni del Maria Luisa: mitico anche lui!

Dopocena, per digerire, organizzammo su due piedi una piccola escursione al chiaro di luna fino alla diga del lago Toggia (10 minuti di distanza, niente di chè).
Quando tornammo, si decise insieme ai ragazzi del CAI, la lunga, divertente, impegnativa giornata sulle ciaspole del 31 dicembre! Se tutto fosse andato bene, saremmo dovuti arrivare sulla Punta di Elgio, quota 2837.

CAPODANNO

capodanno camminata con le ciaspole sotto la neve val formazza punta di elgioE cosi, minuto più, minuto meno, alle 8:30 dell’ultimo giorno del 2006 d.C. partimmo tutti per la ciaspocamminata.
Dopo circa 1:30 di cammino arrivammo al passo S. Giacomo (2320) e subito il primocugino, più a suo agio con i pedali della bicicletta (si segnalano il giro in Corsica e il giro in Germania e Austria) che con le ciaspole, tornò al rifugio a prendere il sole… traditore).

Noi altri invece iniziammo a salire su peruna cresta che ci portò alla prima “vetta” della giornata (una cima senzanome, ne' padrone), a circa 2400 metri di quota.
Dopo qualche foto, continuammo in direzione del Monte Elgio e ci fermammo per pranzare a circa 2500 metri di quota. A questo punto, alle ore 12:30, la fatidica Punta di Elgio appariva ancora molto lontana e apparentemente inavvicinabile, tanto che la maggior parte del gruppo decise di tornare al rifugio, ritenendosi soddisfatta della bella camminata intrapresa finora.

Noi invece, guidati dall’esperto e nuovo amico Mariano decidemmo di provarci, al massimo saremmo tornati indietro se fosse venuto troppo tardi…
Invece, grazie al motto “basta foto” e un discreto passo di ciaspolata (600 metri / ora in salita, mica male!), arrivammo in vetta al monte Elgio alle tre di pomeriggio!

La vista era fantastica, eravamo tra Italia e Svizzera! Qualche foto di rito, 2 risate, un pezzo di cioccolato dacapodanno rifugio maria luisa brindisi val formazza passarsi l’un l’altro e fummo tutti pronti per la discesa. Eh eh eh… qui inizia il bello! Come testimoniano foto e video, grandi sederate, corse, tutto tranne che stile insomma. Ma che divertimento!

Alle 17:30 arrivammo in rifugio sani e salvi, dopo esserci orientati a naso più che con la cartina, scegliendo di volta in volta il percorso da intraprendere, visto che nella neve fresca, senza tracce, c’è tutta la libertà del mondo!

Dopo una doccia rigeneratrice, tutti gli ospiti del Maria Luisa furono “pronti” per il cenone di capodanno…e che cenone! Sarà l’ambiente, la stanchezza della giornata nella gambe, il buon vino, c’era davvero un bel clima…tanto che spuntarono mutande e perizoma da infilarsi in testa.

Dopo il brindisi per l’anno nuovo, come da manuale, alle 12:00 spaccate iniziò a nevicare…e volete non fare un altro giro alla diga del lago Toggia? Quindi, dopo aver preso in prestito un buon moscato d’Asti (nel senso che avremmo restituito il vetro) uscimmo tutti all’aperto a fare bellissime foto con il copriobiettivo :-), trenini, …

TERZO GIORNOalberto arrivo a riale - val formazza -  dopo capodanno rifugio maria luisa

 

 

Dopo la mitica nottata, la più mitica dell’anno, il mattino dopo non rimase che scendere a valle, visto che il tempo si era fatto brutto e nevicava.

Approfittando della neve fresca caduta durante la notte, i più giovani della comitiva prendono la via "diretta": dritti puntando al paese toccando solo con pochi passi la strada, e quindi andando a finire in inevitabili buchi, fossi e torrenti nascosti dalla neve...

Raggiunte le macchine e salutati tutti, ripartimmo per tornare nella civiltà, dopo 2 giorni e mezzo passati in mezzo alle montagne.
Grazie Val Formazza!