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GRAN PARADISO (4061 m.)

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> Partecipanti: Marco e il gruppo del CAI di Asti.

> In Data: 21 e 22 luglio 2007

1° giorno:

rifugio chabod gran paradiso alpinismoArrivo al parcheggio di Pont (1960 m) dove si lasciano le macchine; discesa a piedi lungo la strada fino a Pravieux (2,5 km - 20 minuti). Dall'Alpeggio Pravieux (1871 m) situato sulla destra idrografica del torrente Savara, ha inizio la comoda ex mulattiera reale di caccia che si inoltra in un bel bosco di larici fino all'alpeggio di Lavassey (2190 m - 1 ora).

Vicino alle baite il sentiero si biforca. Si segue il ramo di destra che sale con ampie svolte tra gli ultimi larici, costeggiando le rocce della Costa Savolère. Oltrepassato il bosco si sale su un pendio ricoperto di rododendri, quindi si volge decisamente a sinistra per affrontare la rampa che termina sul pianoro dove è situato il rifugio Chabod (2750 m), posto di fronte alla Becca di Montandayné (3838 m), al Piccolo Paradiso (3921 m) e al Gran Paradiso (4061 m).

Dislivello in salita: 879 m. Tempo: 2,30 ore.

 

2° giorno:

Partenza
Rifugio Chabod (2750 m) ore 4.30
In vetta
Gran Paradiso (4061 m) ore 9.00
Arrivo
Posteggio auto di Pont ore 16.00
Dislivello positivo
+ 1311 m. (5 ore circa)
Dislivello negativo
- 2101 m. (5 ore circa)
Ore di camminata
 X
Difficoltà
F+

gran paradiso madonnina in cimaDal rifugio Chabod si sale al locale invernale. Si ignora il sentiero sulla sinistra (5A) e si procede a destra dell'edificio, seguendo la condotta dell'acqua che continua nel vallone sormontato dal Ghiacciaio di Montandayné. Si prosegue senza difficoltà verso sud per toccare la morena che separa questo Ghiacciaio da quello di Laveciau. Si prosegue ora per la ripida cresta della morena fino a giungere al Ghiacciaio di Laveciau (1,30 ore).

Una sosta per attrezzarsi (corda, ramponi, ...) ed ammirare la poderosa e spettacolare parete NORD del Gran Paradiso.

Si attraversa a destra e si inizia la salita al centro del Ghiacciaio di Laveciau (seracchi ai lati) fino a giungere ad un vallone delimitato sulla destra dalla cresta denominata "Schiena D'Asino", divisorio tra i ghiacciai di Moncorvè e di Laveciau.

Si risale il vallone al centro prestando attenzione ai crepacci trasversali, insidiosi perchè non ancora molto evidenti, fino a raggiungerne la testata con un tratto piuttosto ripido e a collegarsi con la via normale proveniente dal Rifugio Vittorio Emanuele II sulla "Schiena D'Asino" (3700 m).

Seguendo il facile dosso in direzione SUD-EST, si giunge in breve sul pianeggiante Colle della Becca di Moncorvè. Di qui si piega a sinistra e si sale l'ultimo ripido pendio fino alla cresta terminale che si affaccia sul Ghiacciaio della Tribolazione.

Dopo aver superato un tratto di cresta rocciosa ed un breve passaggio esposto si raggiunge la statua della Madonna posta sulla vetta del Gran Paradiso (4061 m).

 

RITORNO (sulla via normale del Rifugio Vittorio Emanuele):

Si percorre per alcune centinaia di metri la "Schiena D'Asino" poi si taglia il ghiacciao verso destra e si affronta un lungo ripido pendio al fondo del quale si esce dal ghiacciaio.

rifugio vittorio emanuele gran paradiso alpinismoGiunti sulla morena si seguono gli ometti e si scende per pietraie e rocce al centro del vallone, al fondo del quale si trova il sentiero che, con una diagonale verso sinistra, raggiunge in breve il Rifugio Vittorio Emanuele (2 ore): ottimo belvedere sul Ciarforon (3640 m).

Dal rifugio si scende lungo la comoda mulattiera fino al posteggio di Pont (2 ore) con un bel colpo d'occhio sulla Becca di Monciair (3544 m).

 

INDIRIZZI UTILI:

> Rifugio Chabod

> Scuola di Alpinismo "Corrado Barbero" del CAI di Asti