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KENYA - Africa Orientale
> Partecipanti: Marta > Data di partenza e di arrivo: 29 settembre 2006 --- 3 novembre 2006 > Per leggere un'altra esperienza di un amico in Kenya: http://www.tripfabio.com/KENYA/Kenya.html
Cuginiiiiii!!!!!!! (e non) Ho finito or ora di preparare i bagagli... (improvvisando balletti credo molto simili alle danze rituali dei Kikuyu) nel tentativo di chiudere la valigia! (se è già così zeppa all'andata...chissà al ritorno!) Cercherò di fare tante tante foto, tenere (sicuramente) un diario di viaggio e di aggiornarvi ogni tanto sul mio stato! E spero che i marmocchi africani siano un pò meno pestiferi che quelli irlandesi! Ora vado...altrimenti domani avrò serie difficoltà tra check in, cambi di aerei (spero di prendere l'aereo giusto e non ritrovarmi da qualche altra parte del mondo! Eventualmente vi andrebbe bene un reportage sull'Alaska? ....nun se sa mai.....) Un grande abbraccio!! E buon...proseguimento di vita a tutti! (alberto non piangere..lo sapevo che ti saresti commosso... ;-) Marta --------------------------------------------------------------------------------- > 7 Ottobre 2006 Primo messaggio dal kenya!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Buona lettura... Ciao gente!
Ma oltre che di macchine (tutte ovviamente scassate) le strade sono piene di gente: e' un continuo via vai.... si vede solo gente che cammina cammina cammina... ma dove andranno mai?!... Sabato pomeriggio siamo andati anche al National Park of Nairobi, wow, fantastico! Siamo riusciti a scorgere gazzelle, antilopi, bufali, avvoltoi, e persino un rinoceronte nero! (non molto comune in quel parco) Paesaggi stupendi.... e un senso di liberta' infinita!.......Siamo andati anche nell'ora giusta, era tardo pomeriggio e col tramonto tutto si tinge di un colore dorato rosa/arancio... veramente grandioso! (beh..si parla di africa!) Lunedi' sono finalmente arrivata all'orfanotrofio (finita la pacchia....) e mi sono ritrovata di colpo nella poverta' piu' assoluta: ci sono 150 bambini in tutto (di cui il piu' piccolo ha appena 4 settimane di vita)...la casa dove loro vivono noi la useremmo come stalla (c'e' in effetti una stalla con qualche capra, un paio di mucche e maiali...fondamentale il latte per i piu' piccoli!) ambienti dunque molto squallidi, (si parla di tetto in lamiera e pavimento di cemento) e anche i bambini non sono messi molto meglio: vestiti strappati (ma ogni giorno alle 5 dedicano un'ora al bucato: a mano.....) e vecchi bacucchi e molte scarpe a brandelli.
E' incredibile pensare a come possano crescere mangiando principalmente solo ugali (una specie di polenta bianca), fagioli e qlche verdura cotta, e riso bollito. Ma dal momento che ci troviamo in africa, si ritengono MOLTO MOLTO fortunati di avere cmq qlcosa da mangiare! E' infatti sorprendente come siano tutti felici, e molto gentili, e di come si prendano cura l'uno dell'altro! Certo si divertono anche molto: sono liberi di gironzolare in zona (il terreno e' recintato) e giocare con tutto quello che gli capita sotto tiro: e' molto divertente vederli giocare nell'intervallo... corrono dietro a copertoni, e si inventano strani giocattoli con le cianfrusaglie che trovano in giro. La scuola, per fortuna e' OK. E' stata costruita da poco, ed e' una vera costruzione in cemento e mattoni..le classi sono colorate e anche se il materiale non e' dei migliori, e' molto meglio della scuola in lamiera che avevano prima!! Per quanto riguarda noi volontarie (siamo in 4) alloggiamo presso una guesthouse vicino all'orfanotrofio, e abbiamo acqua calda ed elettricita' dunque non c'e' nulla di che lamentersi! Che altro dire....a parte lo choc iniziale, mi rendo conto anch'io che sono fortunati e io sono cmq molto felice di essere qui con loro. Alcuni sono veramente divertenti... ma ti accorgi subito di come, specie i piu' piccoli, cercano il contatto fisico (abbracci, carezze, o anche solo essere tenuti per mano) Dunque...I'm fine! Inoltre sono in contatto con Kiran, cosi' nei prox weekend mi portera' a visitare un po' i dintorni..giusto per vedere anche qualcos'altro oltre che bambini!!! Dunque...hakuna matata dear parents, I'm fine! Bene, ora vado...oh, magari l'unico piccolo particolare che non va tanto e' il cibo: non e' passata neanche una settimana e gia' ci sogniamo delle grosse e succolente bistecche ai ferri!!!!! (mangiamo ovviamente le stesse cose dei bambini (ma noi usiamo le posate...) pazzesco pensare che possano crescere senza proteine! (beh, magra consolazione, la sostituiscono con i fagioli...) E cmq non si e' mai preparati abbastanza (dai reportage tv o giornali) allo spettacolo pietoso che offre un bimbo di 1 anno e mezzo mangiare senza nessuno che lo aiuti, con le mani, seduto su un pavimento di cemento. Marta --------------------------------------------------------------------------------- > 11 ottobre 2006 Jambo! Volevamo preparare una macedonia per pranzo ai bambini e siamo dunque andate a Ngong al mercato della frutta..accidenti, sembrava di essere in un film! Strade affollate di gente, carretti, furgoncini e macchine vecchie. Ai bordi della strada banchetti, piccoli negozietti e baracche in lamiera. Tutti in giro, e tutti allegri...nell'aria musica reggae e risate. Siamo in Africa!! Per quanto riguarda il mercato, occupava una buona parte della piazza. Principalmente banchetti di frutta e verdura ma c'erano anche donne che vendevano carbone, uova, latte di capra (con gruppetti di caprette che aspettavano pazientemente...) e spezie. Ovviamente la frutta costa pochissimo (ananas a 65 Ksh, angurie a 95, banane le tirano dietro)..ma nonostante cio' abbiamo provato a contrattare sul prezzo. Macche' Niente da fare...avrei voluto dipingermi la faccia di nero e vedere se il prezzo sarebbe sceso! Mentre eravamo ad un banchetto abbiamo conosciuto una signora molto gentile e dall'aria decisamente benestante! Si e' offerta di darci un passaggio al ritorno; conosce l'Huruma e abita poco distante. (siamo state a casa sua per una tazza di chai: tea al latte speziato) Dunque dopo aver comprato ananas, banane, pawpaw, passion fruits, mangos, e 4 angurie siamo tornate alla base dove abbiamo impiegato un paio d'ore buone a pelare e affettare frutta! (e CHE frutta.....mai assaggiato delizie simili! Devo ricordarmi di portarne un po' a casa...). Domenica pomeriggio siamo state invitate a casa di una ragazzina che viene a scuola all'Huruma, abita qui vicino. E' molto molto simpatica, le piace leggere, ed e' sempre allegra. Era molto contenta della nostra visita, abitano in una casa modesta, poche stanze, la cucina addirittura e' una capanna separata...ma hanno un giardino e un orto fantastico (gli zii hanno un banco al mercato) Sono persone estremamente cordiali, e aperte. Abbiamo parlato un po' di tutto ed E'stato interessante conoscere alcune loro idee e poterle confrontare con le nostre occidentali. (ora siamo noi nella condizione di ospiti!).
Incredibile!! Distese infinite....ogni tanto incontravamo qualche pastore masai (vestiti con le loro tuniche rosse svolazzanti...) e qualche villaggio (piccole capanne di fango/sterco e paglia. Le mucche sono sacre per loro (la ricchezza di un uomo dipende da quante mucche possiede), e utilizzano tutto cio' che queste possono loro offrire (rifiuti organici compresi!!) Dunque....e' stato un bene vederli dalla macchina in corsa, a debita distanza! Non e' un posto frequentato da turisti, la strada era piuttosto brutta e bisogna stare attenti agli animali che attraversano di corsa la strada. (un po' di tempo fa Kiran ha investito un asino proprio su quella strada......) Ma i paesaggi sono veramente mozzafiato! Solo natura, a perdita d'occhio...sembra che il tempo si sia fermato. Dopo aver visto il lago Magadi (scesi dalle jeep..li si che non potresti farne a meno!) siamo stati investiti da un vento caldissimo! 35 gradi circa..siamo andati a "campeggiare" in una zona dove sono stati rinvenuti ossa e utensili dei nostri antenati. Wow, it was amazing!!! Veramente, impossibile descrivere a parole...vi dovrete accontentare delle foto! E' stato molto divertente cucinare (e mangiare....carne finalmente!) con quel panorama davanti agli occhi... ed e' stato molto piacevole uscire dall'orfanotrofio e dai bambini e dalla poverta'...una boccata d'aria fresca! Ci voleva proprio... Un grande abbraccio! Marta Ps. indovina un po' Tommaso CHI mi ha tagliato la strada mentre tornavamo dalla passeggiata ieri....un bel serpentello!!! (mi ha detto di salutarti..) ;-) --------------------------------------------------------------------------------- > 26 ottobre 2006 Ciao gente!! Noi volontarie abbiamo avuto libera uscita e cosi' ne ho approfittato per visitare la costa con Kiran e alcuni suoi amici (I'm such a lucky girl...;-) Siamo partiti venerdi' mattina alle 4.00, e dopo 7 ore di macchina siamo arrivati a Watamu, nella casa di Paul. Bel viaggio interessante, il panorama cambiava spesso: dalla classica pianura arida, siamo passati alle colline verdeggianti, poi a distese di terra rossa disseminate di baobab (alcuni raggiungono i 3000 anni di eta'!), e infine, quando eravamo ormai vicino a Mombasa, abbiamo preso una 'scorciatoia' che ci ha portato dritti a destinazione. Ma ahime', che scorciatoia!! 2 ore di strada sterrata, piena di buche e fossi che a causa delle recenti piogge si erano trasformate in piscine! (siamo rimasti bloccati in una di esse... e abbiamo dovuto spingere la jeep fuori a forza di braccia...) ai bordi delle strade gente che cammina, capanne di fango e paglia, banchetti di frutta verdura e piccoli pesci secchi puzzolenti. Moltissimi bambini che salutavano, e che correvano incontro tendendo la mano, donne che trasportavano ceste e barili di acqua sulle testa, uomini che spingevano carretti. Ma anche alcuni matatu pazzoidi e asini e capre che sbucavano all'improvviso e attraversavano la strada rischiando di essere investite. Anche qui la vegetazione cambiava e dai baobab si passa alle palme di cocco e babane... Arriviamo finalmente a destinazione!
La corrente e' molto forte, bisogna stare attenti a non lasciarsi trasportare fuori, ma se si sta a riva dove il fondale e' basso, non si corre alcun rischio...compresa la malaugurata possibilita' di finire in pancia ad uno squalo!! Ce ne sono di belli grossi (ne ho visto uno, ma per fortuna era appeso alla parete e imbalsamato, lungo 7 metri....) ma nuotano solitamente distanti dalla costa. E il pesce!!!! Yumm!! Mai mangiato delizie simili! E' molto molto economico, e ne abbiamo ovviamente approfittato! Grandi grigliate e fritture cucinate da noi.... dunque, ragazzi, che salto dall'orfanotrofio! X fortuna 'la troupe' (eravamo in 7) era eccezionale. Sono tutti molto simpatici e molto in gamba (non dimenticare che Kiran e' della stirpe Fogarty!). Abbiamo parlato molto del loro vivere in africa come bianchi (ma sono nati tutti qui e dunque cittadini kenioti) insomma, e' stato un gran salto di qualita', una sorta di choc, subito... ma poi parlandone con loro e facendo funzionare il cervello sono riuscita a trovare un equilibrio, e anche una nuova conoscenza di questa terra. Purtroppo l'Africa e' anche questo: TUTTO, in Africa e' portato all'estremo. Non bisogna perdere la testa (e fare la tragica fine di quegli orribili inglesi pieni di se' che sprizzano superiorita' e razzismo coloniale da tutti i pori) un equilibrio lo si trova solamente stando a meta', guardando alla propria vita e dunque ai propri interessi (perche' non siamo santi ma umani) ma tenendo anche una mano libera e disponibile ad aiutare il povero africano che ci ospita... Per quanto riguarda l' esperienza quotidiana di kiran & company, sono tutti impegnati in attivita' (commerciali e non) che coinvolgono gente locale. Interessante parlare quindi anche del modo di concepire il lavoro da parte degli africani e del modo di essere organizzati..... mi ricorda quanto ci raccontava Vassilis! Lezione di vita africana! ma del resto sono venuta qui proprio per cercare di capire, o anche solamente per conoscere, questo! Alla prossima.... Un grande abbraccio! Marta --------------------------------------------------------------------------------- > 29 ottobre 2006 Hey gente! Son me! (di nuovo)... Scusate l'intrusione....ma approfittiamo del fatto che e' domenica e che sono venuti alcuni visitatori da nairobi a trovare i bambini per avere un contatto col mondo esterno! Ieri grande giornata a Nairobi: noi 3 piu' la nuova volontaria (keniota) che stara' qui per un paio di settimane. Abbiamo approfittato di lei per farci accompagnare in giro per la citta'; siamo state nella parte ricca (sede del parlamento, city council, casino' (proprio di fronte ad una grande chiesa....) grandi strade ordinate e pulite, grandi palme e fiori, belle macchine e persone vestite molto bene in giro. Poi cammina cammina ci siamo addentrate nel cuore della metropoli....caos totale! Smog, macchine e matatu impazziti, un gran via vai di persone (riccastri e poveracci) rumori, etc etc... Siamo state al Masai market, dove grazie anche alla presenza di Mary (la ragazza keniota) ed una sua amica, siamo riuscite ad uscirne vive! Veramente, avrei voluto dipingermi di nero.... la prossima volta andremo munite di...burqa! ...Nonostante la confusione, siamo riuscite a comprare qualcosa e anche a buon prezzo. Sto diventando bravina a contrattare...l'importante e' 1) non perdere la pazienza, 2) non lasciarsi intimorire (il bello dell'essere mercante consiste proprio in questa lunga discussione....) o farsi prendere da compassione, 3) se il tipo non cala come vorremmo sul prezzo, allontanarsi moooolto lentamente.... il piu' delle volte si viene richiamati e si ricomincia daccapo!
Una volta la' abbiamo incontrato un amico, un signore grande e grosso che ci ha fatto da guardia del corpo per tutto il pomeriggio. Per fortuna non e' accaduto nulla di brutto, e siamo persino riuscite a scattare parecchie foto. Ma ragazzi....MAI visto niente di simile. Miseria e poverta' PURA. Strade sterrate e polverose, costeggiate da spazzatura e rivoletti di acqua sudicia presso cui giocano i bambini...Sulla strada "principale" banchetti di frutta, verdura, vestiti usati e scarpe vecchie, o pentolame o utensili arrugginiti. Un sacco di gente in giro...con bici scassate, carretti, donne che trasportano barili di acqua sulla schiena o sulla testa. Abbiamo lasciato la via principale, seguite sempre da un gruppetto di bambinetti che cantilenavano: "how are you? how are you?" e che strillavano di gioia ogni volta che li riprendevamo in fotografia. Ci siamo addentrate nella slum fino a trovarci in una sorta di labirinto...di capanne, baracche di fango, legno e lamiere..siamo entrate in una di esse dove vive una donna sieropositiva. Una capanna piccolissima, piena di roba , con un lettino su un lato, e alcune bacinelle sul pavimento. E' buio. Completamente buio. Riesco a vedere il volto della donna e dei suoi 3 figli solo in fotografia, grazie al flash. Ha 4 figli (per fortuna tutti negativi) e 30 anni: ma ne dimostra 70. Magrissima, lo sguardo spento, le braccia in grembo. Parlava a malapena. Oddio....cosa puo' fare questa donna? hilde ci racconta che esiste una sorta di razzismo nei confronti delle persone sieropositive: queste perdono il lavoro, vengono allontanate dalla vita sociale e si trovano abbandonate a se stesse. (con solitamente figli a carico....) a cosa porta la stupidita' e l'ignoranza....e pensare che se curate quotidianamente con medicine e se nutrite nel modo corretto potrebbero vivere tranquillamente fino ai 45 anni...(abbiamo 25 bambini qui all'orfanotrofio affetti da HIV ma grazie alle medicine riescono a crescere e svilupparsi normalmente).
Ma una domanda mi frulla nella testa per tutto il pomeriggio camminando in mezzo a quella miseria...(hey! e' mondo anche quello...) e continua a girare e rigirare nella testa....cosa sarei ora se fossi nata in una di quelle capanne? Il fatto e' che crediamo di avere pieno controllo della nostra vita....ma dopo essere stata a Korogocho credo proprio che non sia cosi'. Un abbraccio Marta --------------------------------------------------------------------------------- > 1 novembre 2006 Last message!! here I am....penultimo giorno... e' incredibile pensare che e' gia' passato un mese...hey! voglio tornare indietro e rivivere di nuovo tutto!
E' strano come siano ubbidienti: potrebbero salire le scale e venire a chiamarti direttamente (ma mama lo vieta) Stamattina abbiamo imparato una canzone in norvegese, da Nina. E ora conoscono anche Fra martino in italiano. (potevo effettivamente pensare ad una canzone un po' piu' intelligente...) Domani andiamo a Nairobi, nuovamente a Korogocho, dove assisteremo all'incontro che hanno le donne affette da AIDS ogni giovedi' con Hilde. Poi staro' a dormire la', e poi prendero' l'aereo venerdi' mattina. Sono divisa in due: da una parte mi mancate tutti (Macuuuuuu.......;-) e voglio tornare per rivedervi, mostrarvi le foto, raccontare... dall'altra vorrei stare QUI!!! (c'e' talmente tanto da fare...) Aiuto, sento gia' che mi prende il Mal d'africa. ma credo di essere affetta dalla nascita da questa patologia... dunque non c'e' nulla da fare... Ritornero'. Un abbraccio grande! See you soon, Marta ================================================== > Alcune notizie di carattere generale: (tratte da Wikipedia, l'enciclopedia libera) Il Kenya è uno Stato dell'Africa Orientale, confinante a nord con Etiopia e Sudan, a sud con la Tanzania, a ovest con l'Uganda, A nordest con la Somalia e ad est con l'Oceano Indiano. Nairobi ne è la capitale e la città più grande.
TERRITORIO: Dalla costa bassa e sabbiosa dell'Oceano Indiano, il territorio del Kenya si eleva procedendo verso le aree interne. Alla fascia costieram lungo oltre 400 Km, succede una regione di altopiani aridi e stepposi; quello centrale, che si eleva a quote comprese tra i 1500 e i 3000 metri, è diviso dalla frattura della Rift Valley che si sviluppa da nord a sud e che forma il bacino del Lago Turkana (o Rodolfo). Ai lati della Rift Valley si innalzano imponenti massicci vulcanici, il maggiore dei quali è il Monte Kenya (5199 m), uno dei monti più alti dell'Africa. L'altopiano digrada a ovest, in prossimità del Lago Vittoria, e a nord dove il territorio del Kenya è occupato da un ampio tavolato desertico.
IL CLIMA E GLI AMBIENTI: Il clima, caldo e umido nelle regioni costiere, diventa più mite e asciutto nel cuore del Paese, in rapporto all'altitudine. Le piogge sono concentrate in due periodi dell'anno, da marzo a maggio e da ottobre a dicembre. L'ambiente dominante è quello della savana, tutelato da numerosi parchi naturali che coprono circa il 10% del territorio nazionale. Sulle pendici delle montagne e lungo il corso dei fiumi si trovano tracce dell'originaria foresta pluviale; mentre a nord, nelle zone meno piovose, la savana sfuma nel deserto. La savana è l'habitat di grandi mandrie di erbivori (antilopi, gazzelle, giraffe, bufali, zebre, elefanti) e dei loro predatori (leoni, leopardi e ghepardi). Nelle acque dei laghi e dei fiumi vivono ippopotami e coccodrilli.
LA STORIA E LA POPOLAZIONE: Molte città costiere del Kenya furono fondate dagli Arabi che, a partire dal IX secolo d.C., intrattennero proficui rapporti commerciali con i gruppi indigeni bantu. Dall'incontro tra i due popoli nacque la cultura swahili, contraddistinta da due elementi di unificazione: la lingua kiswahili e la religione islamica. Gli agricoltori kikuyu, dell'etnia bantu, rappresentarono subito il gruppo più potente e numeroso del territorio; la loro supremazia fu messa in discussione dai bellicosi masai, un popolo di allevatori che invase il Kenya nel XVI secolo. In quel periodo i portoghesi occuparono alcune località della costa. La presenza degli europei si intensificò alla fine del XIX secolo, quando il Kenya divenne una colonia britannica. I bianchi scacciarono gli indigeni dai fertili altopiani dell'interno, avviando l'agricoltura di piantagione. I kikuyu vennero impiegati nelle belle fattori disseminate sul territorio e diedero un importante contributo alla crescita economica del Paese. I masai, invece, furono sempre più isolati, perché rimasero ancorati alle loro tradizioni. Nel secondo dopoguerra i kikuyu lottarono aspramente per conquistare l'indipendenza, che fu ottenuta il 12 dicembre 1963. Il Paese in seguito è rimasto in buoni rapporti con la Gran Bretagna, introducendo un sistema amministrativo simile a quello britannico e promuovendo importanti riforme economiche. Nel 1982 è stato instaurato un regime autoritario e antidemocratico; da alcuni anni tensioni e violenti conflitti etnici insanguinano il Paese. |