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Viaggio a Dublino (Irlanda)
> Guarda la galleria video > Partecipanti: Marco, Federico Bellè (*)
> LA PARTENZA Versione Pdf del diario di viaggio su Dublino, meglio leggibile e stampabile >>
Il viaggio per Milano fu piacevole, e nonostante la levataccia, non eravamo stanchi, ma ci saremmo rifatti nei giorni a venire. La compagnia aerea battezzò la giornata con l'annuncio di ben quaranta minuti di ritardo del volo, ma da un’Alitalia in netta crisi economica non potevamo aspettarci più di tanto, e allora fu Marco a cominciare a sollazzarsi quando, preso il giornale offerto dal gentilissimo PILOTA (!!), mi mostrò la prima pagina che titolava a caratteri cubitali: "ALITALIA, SCIOPERI E TAGLI, PROBLEMI DI MANUTENZIONE...". Bene, data la mia ben nota in tutta Europa paura di volare, tutto ciò non mi faceva sentire sicuro, anzi... ma a stemperare la tensione, arrivò il colpo di genio di Marco, che non solo mi rianimò, ma rido ancor ora a pensarci: passarono gli stuarts con il carrello di bibite e pacchetto omaggio offerto dalla compagnia per uno spuntino.. e fu allora che all'opportunità di mangiare, finalmente (non avevamo niente sullo stomaco…) Marco, dopo attenta e lunga discussione sul da farsi, fece fermare la hostess lungo il corridoio e con voce "quasi" convincente chiese il bis... da allora siamo additati come possibili attentatori alle risorse aviarie della compagnia, e perciò ci guarderanno sempre come due poveri affamati finiti per sbaglio su quell'aereo con l'intento di finire le provviste... ma fu accontentato, poichè probabilmente qualcuno aveva lo stomaco chiuso, e Marco ne approfittò nell'ottenere quel pacchetto in più…
L'annuncio fu chiaro dopo 2 ore e mezza: stavamo atterrando… nonostante tutto, il viaggio fu piacevole, e allora già cercavamo tra le limpide nuvole scorci di Irlanda, la verde Irlanda, patria di poeti e filosofia, ricca di divertimenti e cultura. Cercammo invano il posto dove poter dormire, vista la mancata prenotazione del giorno prima della partenza, e un gentile negoziante di articoli sportivi ci indicò dove andare... prima di giungere all'ostello potemmo già osservare molte cose, quali il ponte O'connel Bridge, uno dei tanti bellissimi passaggi da una sponda all'altra del Liffey, il fiume di Dublino, il palazzo dell' Heineken e del Bayley's, lo stesso fiume, e molte statue dedicate a illustri personaggi che formarono la storia irlandese… poi l'ostello: una carina e confortevole pensione per anziani (!!) lungo il lato est del Liffey, dopo il tipicissimo irlandese Bar Italia…!! Posammo le borse, e poi, bè... c'era da visitare, non da riposare! E allora, sotto! Con la nostra fedelissima guida Lonely Planet cominciammo uno dei tanti percorsi consigliati, nell'accezione precisa "LA DUBLINO LETTERARIA" (l'unico poi seguito...) e vedemmo i bellissimi posti dove Joyce studiò, visse, e anche il museo degli artisti (ma da fuori...), i numerosissimi giardini e chiese, che scoprimmo poi abbondare nella capitale, la religiosissima Dublino; a ciò seguì la visita alla periferia, luogo non consigliato a meno di non essere patiti di FISH&CHIPS... infine arrivò il momento di una delle cose forse più belle, a parer mio, tra quelle viste: il Trinity College, luogo di studio, cultura, dove la carriera di molti antichi scrittori cominciò a delinearsi, e la loro immortalità è ben rappresentata dalle statue in loro onore nel giardino d'ingresso: poi, varcato il portone, ecco i molteplici edifici, la biblioteca, che custodisce un'antichissima copia del Vangelo, ancora meta di turisti, che a frotte si riversano nelle stradine di ciottoli che collegano le varie facoltà. Seguirono altre scoperte, come Nassau Street, il primo posto dove notai così tanti negozi di souvenirs e molti cd di pura musica celtica, dove trascorremmo almeno 1 ora e mezza: e fu allora che incontrammo gli stranieri, primo passo della nostra futura fusione nel melting pot dublinese: erano le 10 quando ci trovammo all'ingresso con il cugino francese Mathieu e il suo amico, uno dei primi che abbiamo incontrato, Paco, dalla Spagna; decidemmo per una steak house, dove però rimediammo solo un po' di tramezzini con molte salse, senza considerare che le patatine erano orribili, ma questo perchè il mio genio incompreso mi fece condirle con aceto invece del ketchup (ma vi sfido a scambiarli quando sono in quelle bustine di plastica!!) E dopo ci fu la festa: o almeno, quella doveva essere… perchè il programma dei ragazzi si arenò di fronte al Bar Italia per una buona ora, senza fare niente. E due viaggiatori on the road come noi potevano stare ad aspettare?!?!? Certo che no!! E dopo aver stretto le mani a molti amici anche d'oltreoceano, decidemmo di sfruttare appieno Dublino City, e proseguire quindi con un ulteriore giro per gli affollati pubs prima di tornare in ostello... troppo lungo raccontare la notte dublinese, rimanderemo alla prossima volta. La giornata è sembrata dura? Niente in confronto al secondo giorno.
Le ombre erano proiettate da un tiepido sole che illuminava un paesaggio fantastico lungo il Liffey; ed allora in marcia, e per farla breve elencherò le cose principali di quella mattina: il fiume, i vari ponti, tra cui le decorazioni di uno di quelli, il porto con navi attraccate nelle vicinanze, una scuola elementare (!!), una chiesa bellissima da cartolina, la ferrovia, ancora statue e altre chiese, di nuovo il Trinity College ma con più luce per le nostre foto, Grafton Street, la statua di Molly Malone, con vicino il simpatico anzianotto canterino che ci provava con una sua coetanea di provenienza tedesca con il marito a fianco sorridente e impotente di frenare l'onda sexy dell'uomo irlandese che disponeva di almeno 6 cappelli (di quelli che piacevano a me!!), il Temple Bar, la più famosa zona di Dublino contenente tutti i possibili divertimenti quali pubs (bellissimi), bar (molto commerciali), disco (non commento), ristoranti e anche crèperies... di giorno questo lato della città assume tutta un’altra connotazione, più normale e vivibile nel paragone con la pure fantastica bolgia dantesca che si riversa nella via durante la notte…
Fu un grande pomeriggio: appena saliti sul bus c'era già una bella atmosfera, e senza neanche più bisogno di menzionarlo, il sole splendeva... sembrava tutto ok, i posti, la gente, il bus a due piani (bellissimo, ma purtroppo anche la parte superiore era al coperto, il che rese molto difficoltoso scattare foto in movimento e con macchine fotografiche approssimative come la mia…) e l'autista... già, l'autista: uno spettacolo di genetica umana comprovante la tesi di come si può essere, a 80 anni credo, più giovani di 22enni come noi... salimmo, prendemmo posto, e poi... sentimmo... non c'era altro da fare se non sentir: il potere era del conducente, e lui parlava, con voce suadente e inglesissima prodigando spiegazioni relative a ciò che vedevamo lungo il tragitto, con numerosissimi stacchetti musicali "a cappella" improvvisati sul momento dal simpatico omino al volante che con il suo fedele microfono attaccava note di canzoni popolari celtiche... uno spettacolo! E allora campi, castelli, pozzi, cimiteri, case, la costa, le scogliere, le famose "cliffs", sembravano più belle, più piacevoli da vedere...
Dopo il castello, ritardammo di 10 minuti l'appuntamento con il bus causa incomprensione con l’autista: eravamo gli ultimi, erano già tutti seduti e mostravano segni di impazienza, al nostro arrivo il “simpatico” conducente imprecò ad altissima voce (ne aveva ancora!!) contro Marco, ma si rivelò un burlone anche nella circostanza... E poi, come già detto, la costa, le scogliere, il porto ancora, e il ritorno alla Dublino meno verde ma più vissuta, lasciando un bellissimo posto di natura incontaminata e un omino, un simpatico autista a cui auguro davvero una felice pensione... mi mancherà, e credo che mai ne troverò uno simile qui... La notte fu al Temple Bar, nella versione che mai avevamo visto ancora: moltissima gente, turisti molti, pubs e bar strapieni di ragazzi, molti artisti di strada che si rivelarono autentici fenomeni: chi mangiava fuoco e chi giocava con esso, gli spagnoli canterini, molti gruppi di ragazzi che suonavano solo per il gusto di allietare la serata dei passanti, e poi LUI: IL GENIO, il più grande mimo della storia: uno scheletro con faccia spaventosa se ne stava su un piedistallo metallico e aspettava in orride posizioni che qualcuno gettasse una moneta per cambiare atteggiamento e battere coi piedi forte sulla scatola ferrata per spaventare il malcapitato, che però sempre scoppiava a ridere: uno spasso, specialmente quando si trovava a cambiare consecutivamente posizione in pochissimi secondi (del tipo quando qualcuno gli gettava molte monete di seguito…), ma concludeva con una stretta di mano quando non aveva più forze. Fu il turno di una capatina di qua e là per i locali affollatissimi, una discoteca dove il semplice battito di ciglia diventava improponibile data la ressa, e poi la nostra oasi: una creperie dove ordinammo due crepes, una alla nutella, l'altra alla mela e cannella, e poi UN FAMIGERATO bicchiere d'acqua NATURALE, semplice, liscia, senza gas, limpida, anche di rubinetto, senza l'aggiunta di zuccheri raffinati... niente insomma: 1,90 € il prezzo!!!!!!!!!!!!!!!!!! Il mio amico Marco mi sottolineò che in Dublino è meglio spendere la stessa cifra e comprare una Guinness…e come faccio a dargli torto?!?!
E così, anche il secondo giorno era finito, ci avviavamo all'ostello, e le gambe già un po' cedevano... forse per i tantissimissimissiimi chilometri percorsi a piedi in 2 giorni o forse perchè, poco prima di arrivare in ostello, cambiammo rotta e andammo a vedere una chiesa vicino, scavalcammo un muretto e ci arrampicammo per una collinetta verde irlandese, tanto non c'era nessuno... ma nello scendere, sbagliai forse la mira, e una volta atterrato, mi sentii leggero, fluttuante, morbido... "ahhhhhhhhhh!!!!!!! "pensai" che bella l'atmosfera qui a Dublino!". Bè, è vero, era bellissima... ma la realtà era che, appena atterrato, il terreno mi mancò sotto i piedi, e scivolai goffamente sulla strada, per fortuna deserta... l'unico ad esserci riuscito dopo essere GIA' atterrato...!! e Marco ghignava............... Domenica, manco a dirlo, il sole splendeva! Wow! Ci svegliammo all'alba, noi... d'altra parte c'era da cambiare ostello al più presto, e poi dovevamo consumare una lauta colazione, perchè i soldi cominciavano a scarseggiare ed era meglio usufruire di ciò che nel prezzo era incluso.
Manco a dirlo, il posto era lontano, e le nostre gambe sbuffavano, ma ci mettemmo in marcia, e dopo 30 minuti arrivammo, dopo aver costeggiato quasi tutto il bellissimo Liffey: paesaggi limpidi, belli, e in lontananza potemmo anche vedere un enorme obelisco, il segno del più grande parco d'Europa, comprendente uno zoo, che purtroppo non fecimo in tempo a vedere. Facemmo una foto sotto il marchio scritto in lettere dorate all'ingresso, e poi pagammo il ticket (la commessa fu molto gentile, ci credette sulla parola quando abbiamo detto che eravamo ancora studenti...): e lo stesso ticket era nient’altro che una capsula in vetro contenente una goccia di pura birra irlandese: e guai a berla! No, non potevamo, quello era un souvenir puro e semplice... da conservare! Ora ci metterei troppo a descrivere tutti i piani della Storehouse, mi limiterò a dire che tutto il procedimento di fabbricazione ci è stato appieno illustrato dall'efficientissima rete di cartelli e materiali testimonianti tutti i passaggi, dalla coltivazione del malto alla sua finale fermentazione: vedemmo la cascata di acqua purissima scaturire direttamente dalle montagne dublinesi, la sedia di ARTHUR GUINNESS, il padre della birra, i barili e i vari antichi trasporti del prodotto, fino a giungere al sesto piano: una grandissima terrazza al coperto, con vetri che davano su tutta una spettacolare panoramica della città e con tantissimi turisti a fare foto e gustarsi l'assaggio di birra offerto dalla casa, appena prodotta... Dimenticavo: per chiunque capitasse lì, c’è un bellissimo spazio al 4° o 5° piano dove si possono inserire dei messaggi su prodotto cartaceo per poi essere appesi all’attenzione di tutti: bene, questo sito è stato sponsorizzato anche in terra irlandese, ora tocca anche a voi! Fate pubblicità! Arrivò il momento di tornare: altri 20 minuti di camminata con la borsa, pesantissima, che gravò sul mio braccio, ora quello sinistro, ora quello destro, per tutto il tragitto verso il punto d’incontro con gli amici di Mathieu... ringrazio Marco SOLO per avermi permesso di evitare l'iscrizione in palestra per almeno 3 mesi, dopo quegli sforzi... Sul ponte di O'Connell, pieno di sole come di gente, incontrammo alcune amiche del nostro compagno di viaggio, francesi anche loro, che a dire il vero mi sembrava strano parlassero parecchio nella loro lingua madre... che senso ha allora studiare a Dublino? Probabilmente non volevano farci capire i loro discorsi!! Ma va bè, ok... si può fare... il problema è che il bagno era fuori uso, e per me mangiare al Mc Donald's senza prima e dopo lavarmi le mani, è un’esperienza degna di un noir di Hitchcock… e poi il Mc fish ordinato era più che altro cotto nel forno di Dolce Candy, perchè plastificato... ma la colpa non è assolutamente di Dublino, ma di organizzazioni multinazionali come quella che oscurano il lato romantico della nostra società...
Ormai era quasi sera, il sole stava calando e l'imbrunire si affacciava sulle strade pur sempre stipate di gente a Dublino... e quella era l'ultima sera per noi dell'anno 2006 nella capitale dublinese, ed era giunto il tanto crudele quanto inesorabile momento dei saluti... accompagnammo Mathieu alla fermata del suo autobus e il lungo arrivederci riempì i minuti prima dell'arrivo... "ci vediamo a Marsiglia!" fu detto, e sicuramente Marco non avrà problemi a mantenere la promessa, del resto le chilometriche pedalate già fatte non lo spaventano... ma per me è un po’ più difficile, anche se ora, sempre a detta di Marco, l'apertura del nuovo low-cost aeroporto marsigliese apre nuove speranze di atterraggi in terre mai viste (sempre che il pilota veda la pista, dato che non c’è niente!!!). Passammo un’ora in ostello prima di andare a consumare l'ultima cena di quel viaggio tanto bello finora, e proprio lì incontrammo un altro dei tanti personaggi di quell'esperienza, il presunto assassino, killer efferato, drogato e ubriaco, che entrò nell'enorme camerata solo con noi dentro e mi chiese del bagno: "guarda com’è ridotto, il barbone!" pensai… vestiva una giacca in pelle e una specie di canotta bianca sotto, con in mano una bibita, sicuramente una buona dose di alcol!! Fatto sta che il terrorista si rivelò successivamente, dopo una chiacchierata (da lui iniziata, ovvio!!) di neanche 10 minuti: un laureando tedesco di origini irachene in giurisprudenza al Trinity College, con una conoscenza di iracheno, tedesco, inglese e un pò di portoghese, e una grande devozione alla madre che chiamò con voce carina per dirle che stava bene... visto? Sono stato un emerito imbecille! E ringrazio ancora quel ragazzo per avermelo fatto capire...
Notammo che comunque, nonostante la differenza di gente fuori nelle strade, molto meno rispetto al venerdì e sabato, ce n’era sempre 10 volte tanto quanto ne puoi scorgere nelle tristi serate ad Asti ed anche Torino...quindi... passammo la serata in un altro pub, dopo, e ascoltammo un gruppo che cantava covers di canzoni famose molto particolari con tantissimi ragazzi attorno a cantare con loro: era il Temple Bar, il cosiddetto pub più fotografato al mondo! E quando la banda intonò "MRS. ROBINSON" un grande boato di voci internazionali accompagnò al seguito le note originariamente eseguite dal duo Symon&Garfunkel... E così anche il quarto giorno era arrivato, avevamo il volo alle 2 del pomeriggio, e mancavano ancora un po’ di cose da vedere... avremmo dovuto farcela in quella mattina! Facemmo colazione e passammo il tempo a rivisitare ciò che avevamo visto e provato in quei bellissimi giorni: c’erano molti annunci appesi alla bacheca dell'ostello, ed alcuni di questi erano per offerte di lavoro: l'idea di prenderle in considerazione ci balenò nella testa, ma ormai c’era da tornare... ma chissà che non riusciremo a farlo, prima o poi… Tornati in camera per un momento, una ragazza carina del letto di fianco al nostro ci chiese all'improvviso qualcosa in francese (ma non eravamo sicuri, lo abbiamo dedotto dopo...!) ... alle nostre facce attonite si rese conto che forse di francese c'era solo Mathieu in quei giorni, e allora disse "I'm sorry, thought you were french" e quando le dissimo che eravamo italiani, inspiegabilmente se ne andò quasi senza più dire niente... visto? Questa ragazza voleva conoscerci e l'immagine di pizza, mandolino e mafia tipica dell'italiano all'estero le fece temere il peggio, ma........ come biasimarla??? Non ho pensato lo stesso dell'avvocato iraniano/tedesco??? Maledetti pregiudizi e persone che contribuiscono a concretizzarli!! Quella mattina vedemmo ancora la ST. PATRICK CATHEDRAL, patrono d'Irlanda e fulcro della religiosità nel paese: bellissima struttura, bellissimo parco attorno, anche il piccolo cimitero con croci celtiche era curioso, ma non gradimmo molto il fatto che bisognava pagare per entrare, e tra l'altro l'angolo souvenirs era proprio nell'ingresso, al fondo della navata principale, e questa pecca consumistica rese un po’ più "LOW" il tutto. Vedemmo poi la biblioteca di Dublino, luogo dove la scienza e il sapere sono riversati nei tantissimi e trasudanti di cultura centenaria antichissimi libri al suo interno; in quell'occasione aiutai anche una signora a salire le scale con il passeggino: degno di nota? No?? Bene, l'ho detto lo stesso!
Per ultimo, il parco, uno dei più grandi di Dublino, con spazi verdi, aperti, cascate e rigagnoli, oche irlandesi (si capiva dall'accento, si capiva!!!!), una casupola all'interno (forse del custode...) e la statua raffigurante il volto di James Joyce, che dopo tante peripezie si mostrò ai nostri occhi... e leggemmo che anche lui adorava spendere i suoi pomeriggi in quel parco. Era un po’ tardi, quindi tornammo all'ostello (sempre a piedi, ovvio...!), prendemmo le valigie, imbucammo le cartoline, e ci avviammo in O'Connell Street, luogo dove arrivammo e dove saremmo partiti. La fermata dell'autobus era là; dietro, si profilava l'ultimo scorcio di Dublino 2006, che appariva bella come non mai, per quella nostra prima esperienza lì... un saluto a tutto, prima di accorgersi che... avevamo perso il bus!! Provammo con un altro, ma anche quello stava per partire, e sarebbe arrivato all'aeroporto alle 13.50... non c’era tempo per il check-in! Era deciso: taxi! Chiedemmo informazioni, assistemmo alla "litigata" tra due che volevano portarci, finché il più anzianotto la spuntò, e allora... ciao Dublino, bye Dublin! We hope to see you again and soon! Non mi era nuova quella scena: noi all'aeroporto di Dublino, gente attorno... era tre giorni fa, ma ne avevamo fatte di cose... talmente tante che ci sembrava un’eternità... ma credo che questa sia un po’ la ricetta della felicità, vero? Se ti sei trovato bene, ogni secondo vale una vita intera...
Il viaggio fu tranquillo, anche se per un po’ ebbi davvero paura, quando tra molti sobbalzi l'aereo (ALITALIA...!!) cominciò a seguire rotte che parevano disegnate da Picasso più che da qualificati ingegneri dell'aviazione... e poi avere Marco vicino su un aereo non lo consiglio a nessuno: "Guarda l'ala, non c’è più! Pensa se adesso si sente male il pilota! Ma secondo te sa dov’è Milano??" queste le sue frasi, queste le mie paure... Arrivammo, sani e salvi, dopo anche aver cercato di dormire un po’ (a parte quando mi svegliai di soprassalto a causa di un abbassamento fulmineo del mio schienale causato dalla mente di Marco, annoiata dal lungo viaggio…). E manco a dirlo, lasciammo la soleggiata Irlanda due ore prima, e a Milano pioveva grossissimo... BENVENUTI IN ITALIA - WELCOME TO ITALY Ancora non ho detto tutto, anzi, ho solo dimenticato di citare molte cose che abbiamo visto, per cui proseguirò la carrellata ora, ma solo con il nome e nessuna descrizione: La casa di Oscar Wilde, la National Ireland Bank, Le Poste (!!), il Teatro nazionale, la National Ireland Gallery Of Art, i cestini della carta per strada (più belli del Politecnico intero...), il Museo Del Cinema, La Distilleria del Whiskey, il centro commerciale di Grafton Street (con i più bei balconcini e struttura in vetro mai visti!!) e il parco di Marrion Square. Ed ora la serie di tutti i personaggi che hanno riempito quelle nostre giornate, e che più o meno ho già analizzato nel racconto, e anche quelli che non potevano mancare, e a cui tutti è rivolto un nostro grande ringraziamento: per ulteriori informazioni, inviate una mail a webmaster@viaggicugini.it , o lasciate un messaggio nella sezione “Scrivici”, saremo felici di rispondervi! Mathieu, Arthur, i coreani e i cinesi loro amici, Paco, l'arabo Turkey (credevamo fosse turco…), le francesi (che sempre parlavano in francese se non per dirmi che sembravo vecchio con il mio cappello!!!!!!!), la francese (dell'ostello che si e' spaventata), la ragazza che compiva gli anni al Trinity College e tutto il suo gruppo (a una di loro piacevano i miei capelli!), la ragazza non felice (di ospitarci al secondo ostello), la ragazza felice (di ospitarci al primo ostello), il vecchietto autista canterino dei castelli e della costa (un grande!!), l'autista del taxi (velocissimo nel prendere l'aeroporto), l'omone gigante poliziotto del negozio (dove cercammo di cambiare la t-shirt di Marco con una più grande, che ci capì senza creder che l'avessimo rubata, pur vedendoci italiani e senza scontrino! Poi ritrovato e mostratogli...), la cameriera del messicano (che non capiva cosa volevamo), le numerosissime coppie di una certa età (che affollavano pubs, bar, ristoranti e night club tenendosi per mano come due ragazzini, bevendo birra e ascoltando musica... erano deliziosi!!), tutte le donne (travestite da conigliette ora, da dark-women poi che sfilavano nelle notti dublinesi cercando compagnia con uomini particolarmente dotati, almeno fisicamente...), la nonna (vestita in rosso attillatissimo e l'acconciatura alla Glen Close che fumava una sigaretta all'uscita di una discoteca-night che cercava un gigolò parlando con ragazze più giovani), i gruppi di chitarristi e di giocolieri, il gruppo di spagnoli (che cantavano bellissime canzoni tipiche spagnole), il matto (che ballava per un po’ appena incontrava ogni gruppo di ragazzi che suonavano, scatenando poi un ballo totale di tutto il pubblico), il FREE MAN (vestito in giacca e completo elegante :-D ), IL GENIO (il mimo vestito da mostro con i suoi movimenti, a cui non abbiamo mai dato niente!), l'ubriaco (del pub della seconda sera con cui conversai per 10 minuti, pur capendo tutto), l'avvocato (iracheno-tedesco del Trinity College), il funzionario delle poste del turno di notte (non ho parlato di lui, ed è una grande dimenticanza, ma lo faremo con tutti quelli che avranno voglia di ascoltare quest’altra storia, che si delinea su binari paralleli a quella su Dublino, perciò... scriveteci!!), la ragazza-sorella (del funzionario delle poste del turno di notte), l’uomo che doveva chiudere il negozio (e tuttavia non ci ha disturbato e ci ha lasciato finire di dare un'occhiata… almeno 30 minuti), il pilota dell’andata (prossimo alla pensione), gli stuarts (indignati del pozzo-senza-fondo Marco), le scatolette di pasto ALITALIA, i miei genitori (per averci accompagnato all'andata), i genitori di Marco (per essere venuti a prenderci al ritorno), Batman&Robin (che scorrazzavano per la città di notte), la ragazza (che spaventò Batman&Robin urlando: “Ohhhhh!! My God! Batman&Robin: my favourite men!!”), i cantautori dei pubs, tutti i bus e le persone (che si mettevano di fronte al mio obiettivo apposta quando stavo fotografando), gli invitati (al matrimonio-festa di laurea al Trinity College), l'uomo (alla statua di Molly Malone che ci provava con la turista sessantenne tedesca di fronte al marito), la bambina (con la faccia appiattita contro il vetro della National Ireland Art Gallery), LUI (l'uomo senza storia, nè parole... che passò davanti a un gruppo di ragazzi, chiese il permesso, suonò i bongos, diede spettacolo, ricevette ovazioni clamorose e se andò, col braccio alzato a mo’ di vittoria, sigaretta alla mano, e tutto questo in 10 minuti e senza dire una parola.......... si diventa grandi anche così...). " Resisto a tutto, tranne che alle tentazioni " - Oscar Wilde " E' stato bello, non c’è altro da dire... molto bello... Dublino ci mancherà molto e un caloroso invito ad andarci è rivolto a tutti quelli desiderosi di vedere un posto tra i più belli da me mai visti, ma scordatevi di comportarvi come tipici italiani, okey?? > The home of Guinness: www.guinness-storehouse.com |