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SALITA AL CASTORE - Davide

RACCONTINO

Salita al Castore dalla via Ovest --- 22 e 23 luglio 2006


1°giorno
Da Saint Jacques (1689 m.) al rifugio Guide Val D'Ayas (3420 m.)

Partiamo da Varese alle 7.30 ed arriviamo a Champoluc alle 10.30.
Siccome oggi dovremo fare parecchi metri di dislivello, i capi gita si sono accordati come un gestore di taxi di montagna per trasportare gli zaini almeno fino ai Pian di Verrà superiori (2400 m.c.a). La jeep c'è, il problema è caricare 35 zaini + il guidatore + un gitante che scarichi gli zaini.Beh alla fine 30 zaini ci sono stati, ma la jeep sembrava dovesse esplodere. Comunque incominciamo a camminare che sono già passate le 11.
Il sentiero inizia a salire abbastanza rapidamente in un boschetto, e dopo un'oretta circa arriviamo ai Pian di Verrà, praticamente dei vasti pratoni con una vista magnifica sul gruppo del Rosa. Proseguiamo sul sentiero che, come una scorciatoia, taglia la strada jeepabile ed arriva sino ai Pian di Verrà superiori, dove recuperiamo gli zaini. Poi si risale la morena e si prosegue in cresta per ancora un paio di ore, fino ad arrivare al rifugio Mezzalama.Già qui perdiamo due dei nostri, che non ce la fanno più, per cui proseguiamo solo in 33. Dal rifugio Mezzalama, si deve salire ancora un' oretta e mezza, inizialmente fra sassoni. Si passa, quindi in piano sul ghiacciaio (non servono nè ramponi nè picozza) dove (essendo già le tre) scorrono miriadi di ruscelli, e dove, fortunatamente lontano da noi, cade anche un serraco.
Quindi si risale una serie di sfasciumi che franano con facilità e si raggiunge il rifugio (dopo appena 5 ore) su un pezzettino di sentiero attrezzato (niente di che, solo un corrimano per chi è stanco). Fortunatamente evitiamo per un soffio la pioggia e la grandine, che invece colpiscono gli ultimi di noi e alcune cordate che scendevano, dormicchiamo un po' in attesa che smetta. Quando smette di piovere, usciamo sul terrazzo del rifugio a fare ripasso dei nodi e del movimento di cordata, ma soprattutto a goderci lo spettacolo!!! Cena alle 18.30 e a nanna alle 20.00!!!

 

2° giorno
Dal rifugio Guide Val D'Ayas al Castore (4221 m.) e discesa nella valle di Gressoney

La mattina (o meglio la notte) sveglia alle 03.30 e colazione. Altri due gitanti si ritirano e quindi ci sarà una cordata in meno. Qualcuno dice che fuori non si sta male, non fa freddo. Sinceramente appena sono uscito mi sono congelato. Più che altro c'è un vento incredibile, non puoi restare senza guanti perchè ti si congelano le dita, fare i nodi è tutto da ridere.

Alle 5.00 la mia cordata si mette in movimento, dobbiamo risalire un pendio non particolarmente ripido, per arrivare sul pianoro (non mi viene in mente il nome). Il vento però si fa sentire e ti sbatte in faccia tutta la grandine di ieri. Quando raggiungiamo il pianoro, incomincia ad albeggiare, uno spettacolo a questa altezza. Dopo un po' di discussioni del tipo "Ma qui stiamo andando al Polluce", "Era meglio fare questa altra strada","Sono sicuro, ho già fatto questa gita 30 anni fa percorrendo l'altra via", si arriva alla base del Castore, dove il pendio si inerpica parecchio. Il pendio si riesce a fare, praticamente appoggiandosi alla picozza, l'unica cosa è che fa freddo, il sole non è ancora arrivato. Arriviamo però ad un punto dove la parete (circa 30 metri) è semi-verticale, qui il capo gita sale arrampicando e mette una corda fissa.

Più che altro è un punto di appoggio per non perdere l'equilibrio, ma la salita si deve fare piantando le punte davanti dei ramponi, tirando legnate con la picozza e appoggiando anche la mano libera dove si riesce. Si esce quindi su di un altro pezzo di pendio abbastanza ripido, con le mani che potrebbero essere vendute in un supermercato da tanto sono surgelate.Si sale questo piccolo pendio e ci si trova un'altra parete come quella descritta prima, con all'inizio un bel crepaccio orizzontale. Questa volta non c'è la corda (ormai siamo esperti), quindi si sale come prima,facendosi sicurezza l'uno con l'altro per passare il crepaccio. Dopo una ventina di metri, si sbuca su di una cresta spettacolare: una cinquantina di metri da paura!!! All'inizio è abbastanza larga e ci stanno i due piedi, ma poco dopo devi stare come su di un asse di equilibrio.La cosa bella è che sei al sole, quindi ti scaldi ed è una cosa splendida, quando le mani ti fanno male dal freddo.

Finalmente alle 09.00 VETTA!!!
Foto ovviamente a bizzeffe! Però non ci si può fermare più di 5 minuti e quindi non si pappa nulla, neanche un sorso d'acqua (sigh è dalle 05.00 che non bevo!!). Scendiamo per la via normale,che ci sembra praticamente un'autostrada, riesci perfino ad incrociare altre cordate! Al pianoro sottostante (09.30) ci si ferma per un pezzo di cioccolato e una bevuta (wow!). Ancora un'oretta e mezza e siamo al rifugio Quintino Sella, dove ci sbraghiamo e aspettiamo tutti quanti. Qui si può mangiare seriamente, prima di ripartire (a mezzogiorno circa). Scendiamo per un sentiero attrezzato con un canapone, a tratti abbastanza brutto perchè scivoloso e proseguiamo per altre due ore tra sassi e sfasciumi (dopo un'ora incominci a romperti le scatole). Finalmente arriviamo al colle Bettaforca (alle 14.00) e dopo una mezz'ora (il tempo necessario per compattarci tutti), prendiamo la seggiovia che ci porta a Gressoney.
Fine della gita.

 

Clicca sulle foto per ottenere un fantastico ingrandimento!

Vista dalla balconata del rifugio Guide d'Ayas verso la Gobba di Rollin.

La nostra mèta all'alba.

L'alba verso la Gobba di Rollin.

L'alba dalla parte opposta (di preciso non so cosa ci sia di là, dovrebbe essere il vallone prima dell Liskam).

In cima al primo pezzo di arrampicata.

Piera sulla cresta terminale.

Luca appena uscito sulla cresta terminale.

Visuale dalla vetta, in ordine Polluce, i tre Breithorn e il Cervino.

Visuale dalla vetta, i Liskam.

Foto di cordata in vetta.

Foto della cresta dalla vetta (per capire la verticalità c'è un omino che sta facendo il secondo pezzo di arrampicata).

Scendendo per la via normale, la cresta è molto più ampia, si riesce anche ad incrociarsi con altre cordate.

Ciao, Davide

La stessa salita la puoi trovare descritta su http://www.monterosa4000.it/rifugio1.htm