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| SALITA AL CASTORE - Davide RACCONTINO Salita al Castore dalla via Ovest --- 22 e 23 luglio 2006
2° giorno Alle 5.00 la mia cordata si mette in movimento, dobbiamo risalire un pendio non particolarmente ripido, per arrivare sul pianoro (non mi viene in mente il nome). Il vento però si fa sentire e ti sbatte in faccia tutta la grandine di ieri. Quando raggiungiamo il pianoro, incomincia ad albeggiare, uno spettacolo a questa altezza. Dopo un po' di discussioni del tipo "Ma qui stiamo andando al Polluce", "Era meglio fare questa altra strada","Sono sicuro, ho già fatto questa gita 30 anni fa percorrendo l'altra via", si arriva alla base del Castore, dove il pendio si inerpica parecchio. Il pendio si riesce a fare, praticamente appoggiandosi alla picozza, l'unica cosa è che fa freddo, il sole non è ancora arrivato. Arriviamo però ad un punto dove la parete (circa 30 metri) è semi-verticale, qui il capo gita sale arrampicando e mette una corda fissa. Più che altro è un punto di appoggio per non perdere l'equilibrio, ma la salita si deve fare piantando le punte davanti dei ramponi, tirando legnate con la picozza e appoggiando anche la mano libera dove si riesce. Si esce quindi su di un altro pezzo di pendio abbastanza ripido, con le mani che potrebbero essere vendute in un supermercato da tanto sono surgelate.Si sale questo piccolo pendio e ci si trova un'altra parete come quella descritta prima, con all'inizio un bel crepaccio orizzontale. Questa volta non c'è la corda (ormai siamo esperti), quindi si sale come prima,facendosi sicurezza l'uno con l'altro per passare il crepaccio. Dopo una ventina di metri, si sbuca su di una cresta spettacolare: una cinquantina di metri da paura!!! All'inizio è abbastanza larga e ci stanno i due piedi, ma poco dopo devi stare come su di un asse di equilibrio.La cosa bella è che sei al sole, quindi ti scaldi ed è una cosa splendida, quando le mani ti fanno male dal freddo.
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| Clicca sulle foto per ottenere un fantastico ingrandimento! | |
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Vista dalla balconata del rifugio Guide d'Ayas verso la Gobba di Rollin. |
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La nostra mèta all'alba. |
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L'alba verso la Gobba di Rollin. |
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L'alba dalla parte opposta (di preciso non so cosa ci sia di là, dovrebbe essere il vallone prima dell Liskam). |
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In cima al primo pezzo di arrampicata. |
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Piera sulla cresta terminale. |
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Luca appena uscito sulla cresta terminale. |
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Visuale dalla vetta, in ordine Polluce, i tre Breithorn e il Cervino. |
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Visuale dalla vetta, i Liskam. |
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Foto di cordata in vetta. |
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Foto della cresta dalla vetta (per capire la verticalità c'è un omino che sta facendo il secondo pezzo di arrampicata). |
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Scendendo per la via normale, la cresta è molto più ampia, si riesce anche ad incrociarsi con altre cordate. |
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Ciao, Davide La stessa salita la puoi trovare descritta su http://www.monterosa4000.it/rifugio1.htm |
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