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CAPONORD - Interrail in Norvegia

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In data: luglio 2005

 

VERSO IL CAPO

in barca verso caponord norvegiaLe bugie hanno le gambe corte. E qualche volta anche i sogni.

Non ho mai smesso di pensare che ciò in cui io e il mio compagno Giovanni credevamo, fosse solo una di quelle idee pazze che covi dentro e qualche volta hai il coraggio di tirare fuori.

In fin dei conti se sei un ragazzo fortunato come lo siamo stati noi e continuiamo ad esserlo, senza troppi grossi problemi da risolvere, quello del liceo è un tempo abbastanza spensierato in cui il tempo che scorre sembra passare per i momenti che attendi e qualche volta arrivano.
Sarà  lo scoutismo che sento dentro, sarà  l'eta che è propizia a questo genere di cose, ma mi sono sempre esaltato ogni volta che con qualcuno o con me stesso ho avuto dei motivi per sperare e lottare.

La sfida del Capo nasce così. Sui banchi del liceo un atlante ci aiutava a sopravvivere a quelle lezioni sonnacchiose. In quelle pagine colorate vivevano i personaggi del nostro mondo. Ho sempre amato il freddo e la desolazione, il caldo e il deserto, il ghiaccio il fuoco, i territori estremi e ogni "tacito orror di solitarie selve".

scogliera capo nord norvegiaE il Capo e le orride terre nordiche non erano solo questo. Avevamo bisogno di una meta concreta, quanto è vero che gli uomini hanno bisogno di termini materiali per rapportare se stessi.

Il Capo è fine della terra, fine del continente. Il Capo è limite oltre il quale si apre un orizzonte più grande. Il capo è voglia di arrivare, raggiungere una meta. Il Capo sono i nostri 19 anni, il vento che ti accarezza la faccia. Il Capo è non smettere mai di crederci e sentire di arrivare, sperare di farcela. Dal primo istante il Capo ci è sembrato facesse parte di noi. Dovevamo solo trovare il tempo è la voglia per scoprirlo e farlo nostro.

Per quasi due anni abbiamo provato l'ebrezza di ciò. Abbiamo brindato a lui e accattato soldi nel suo nome. Era nei nostri pensieri e nolle nostre cose. Il Capo ci ha accompagnato in questo tempo. Ci ha coccolato e cullato.
E quando poi tutto questo è diventato sempre più possibile e reale, quando ormai si avvicinavano i giorni all'esame e alla partenza, a noi sembrava un po' di esserci già  stati in quelle terre.

Poi è arrivato il giorno che avevamo atteso da tempo. Gli zaini, i treni, il vento in faccia, la nostra tenda e la cartina su cui ogni giorno riportevamo il cammino percorso ci facevano vivere ad occhi aperti l'avventura che a noi sembrava già  aver vissuto ma questa volta potevamo toccare ciò che prima era sono un'evanescente illusione.

in treno caponord norvegia interrail

 

Le avventure di quei giorni stupendi mi fanno ridere e commuovere adesso che le ho riportate alla mente.

E fu così che per un giorno a noi due ragazzi della campagna peligna sembrò di averlo conquistato quel piccolo mondo con cui fino ad allora avevamo fatto i conti. Non era un giorno troppo diverso dagli altri quello del 24 luglio 2005, anzi del tutto uguale a quelli che lo hanno preceduto e quelli che sono venuti dopo. E' bello che qualche volta le storie abbiano un bel finale. Perchè mai più di quel giorno, mentre il vento ci accarezzava i volti e la schiuma delle onde trecento metri più in basso si infrangeva su ripide scogliere, mai più di quel giorno, l'abbiamo sentita dentro la libertà  dei diciannove anni e mai più di allora mi è sembrato vero che vale la pena credere nei sogni e vivere con qualcuno con cui condividerli.

E quando in questo paio di anni che sono seguiti mi è capitato di vivere quei momenti in cui mi è sembrato di dover gettare la spugna e che forse quell'orizzonte che quel giorno di luglio insieme conquistammo fosse troppo grande rispetto a quanto piccoli fossimo noi, il pensiero di quei giorni mi dava forza, ed erano brezza fresca.

 

caponord tramonto ora

 

Finisce qui quello che avevamo da dire.

Una persona a caccia di informazioni e orari troverà  magari questo testo fumoso e inconcludente. Ma a noi va bene così. Costruitevelo voi il vostro capo, senza battere i sentieri percorsi da qualcun altro. Perchè Capo sono i nostri sogni, Capo è voglia di arrivare e mettersi di nuovo in cammino, Capo è libertà , Capo è Vento, Mare, Sole che non tramonta, renne e balene, Capo è qualcuno con cui condividere, Capo è tutte le volte che crediamo in noi stessi, Capo è sentirsi parte di questa mervigliosa avventura che è la vita.

 

Giorgio e Giovanni